14/05/11

giornalisti seri

la candidata a sindaco letizia moratti ha affermato che il suo avversario pisapia fu condannato e poi amnistiato per furto d'auto. in realta´ la notizia data e´ lacunosa e al limite del falso (sotto la spiegazione della vicenda). ma la cosa piu´ scandalosa e´ che tutti i servizi d'informazione della rai hanno presentato la notizia secondo due punti di vista (quello della moratti e quello di pisapia). in realta´ in altri paesi giornalisti seri avrebbero sottolineato che la moratti ha detto una falsita´.

quattro mesi in carcere per partecipazione a banda armata, ma per quel reato giuliano pisapia fu poi prosciolto e nemmeno processato. contro di lui restò solo l'accusa di furto. è una storia vecchia più di trent'anni quella evocata ieri dal sindaco moratti con la clamorosa omissione dell'assoluzione finale ottenuta dal suo avversario.

i fatti risalgono alla fine degli anni '70 e l'attuale candidato sindaco finì in manette nell'ottobre dell'80. l'inchiesta era condotta dal pm armando spataro, oggi procuratore aggiunto bollato dal centrodestra come toga "rossa", ma che all'epoca ottenne l'arresto del giovane avvocato 31enne. spataro, in quegli anni impegnato nella lotta al terrorismo, fece incarcerare con lui erano altre dieci persone e due anni dopo, a conclusione della complessa istruttoria sull'attività di prima linea e dei comitati comunisti rivoluzionari legati alla rivista "metropoli", chiese il rinvio a giudizio davanti alla corte d'assise per 163 persone.

pisapia, che spataro aveva accusato di partecipazione a banda armata e sospettato del progettato sequestro di william sisti, militante dell'mls (movimento lavoratori per il socialismo), venne però rinviato a giudizio dal giudice elena paciotti solo per concorso nel furto di un furgoncino che sarebbe dovuto servire per il sequestro poi mai avvenuto. secondo l'accusa, basata sulle rivelazioni di quattro pentiti tra cui roberto sandalo e marco donat cattin, nel 1977 pisapia, allora militante del collettivo di via decembrio, avrebbe partecipato ad una riunione con lo stesso donat cattin e massimiliano barbieri, nel corso della quale sarebbe stato deciso di dare una lezione al capo del servizio d'ordine dell'mls, ritenuto responsabile dell'aggressione dei militanti di altri gruppi di sinistra.

l'inchiesta complessiva condotta da spataro coinvolse anche marco barbone, l'assassino del giornalista del corriere della sera walter tobagi e il pentito michele viscardi. il lungo procedimento giudiziario a carico di pisapia si concluse in primo grado con la sentenza della corte d'assise che dichiarò estinto il reato di furto per amnistia. in seguito, però, la corte d'assise d'appello presieduta da luigi maria guicciardi, nel procedimento n.76 del 1985 assolse l'avvocato con formula piena, ovvero per non avere commesso il fatto.

«in conclusione non vi è prova - si legge nella sentenza - di una partecipazione del pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l'imputazione di furto, dalla quale l'appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto».

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